Su un fiume ghiacciato brucia un falò di ricordi, tra oscure note di psichedelica dolcezza e ruvidi suoni di lucida follia.

The Deep Dark Woods – Yarrow. Con una voce così potrebbe fare cover di Eros Ramazzotti e verrebbe comunque fuori qualcosa di notevole. In più scrivono bellissime perle malinconiche. Assoluto!

Yusuf/Cat Stevens – The Laughing Apple. Yusuf è tornato ad essere Cat Stevens. Thanks God (o Allah o la Fata Turchina … come preferite!)

Schammasch – The Maldoror Chants. Doom esoterico con voce bella “grossa” ed evocativa. Un viaggio oscuro e meditativo.

Kimi Karki – Eye for an Eye. Fosse nato in California sarebbe stato un hippy solare perfetto. Però è finlandese quindi la sua psichedelia prog è umida e con forti sfumature di buoi.  

Courtney Barnett & Kurt Vile – Lotta Sea Lice. Il re e la regina del suono indie scazzato. Un grande disco che sembra casalingo (in senso buono) senza in realtà esserlo (sempre in senso buono).

Brand New – Science Fiction. Bellissime canzoni, alcune da wow. Sofisticati ma pur sempre ruvidi e con un gran suono. Si fanno sempre attendere ma l’attesa vale la pena.

Ibeyi – Ash. A me tutti sti vocalizzi dopo un po' danno in testa. Ma loro sono davvero brave e se in questo momento amate il genere (appunto voci in primo piano che ci intrecciano con musica minimale) allora andate tranquilli.

Monarch! – Never Forever. Oscuri e affascinanti. Doom esoterico nichilista senza compromessi. Comunque per stomaci con ottime capacità digestive.

Sator – Ordeal. Anche loro genere Doom ma più viscerali, terrestri e bestiali.

Sannhet – So Numb. Post Rock oscuro e maestoso.

New Candys – Bleeding Magenta. Li avevamo ospitati qui da noi dal vivo un paio di anni fa. Italiani, fautori di una psichedelia oscura molto Telescopes con alcune parti di Sitar che danno un tono misticheggiante.

The World is a Beautiful Place but I Am no longer afraid to die – Always foreign. Ottimo album dal suono indie, con sfumature malinconiche ma dal mood di chi non ha mollato e non ha intenzione di farlo.

Kadavar – Rough Times. Hanno delle copertine terrificanti (non in senso buono). Davvero pessime. Però loro sanno suonare e comporre ottimi pezzi hard rock vintage.

Torres – Three futures. La fanciulla immagino possa risultare affascinante sia per i suoi occhi che per le sue forme che per la sua musica. Per me troppo sofisticata e poco “rural” ma sono certo a dei cittadini può piacere.

Camerata Mediolanense – Le vergini Folli. Classicità decadente sempre con un certo fascino. Personalmente da ascoltare con il contagocce ma assolutamente di valore.

EMA – Exile in the Outer Ring. Periferie degradate, un disco che sembra un cantico per losers. Adoro senza compromessi!

My Sad Captains – Sun Bridge. Colori pastello, la luce che filtra ed un suono che ti avvolge. Un ottimo disco con il quale abbandonarsi alla lettura coricati sul divano, avvolti in una coperta. 

Godspeed you! Black Emperor – Luciferian Towers. Mi sorprende sempre come possa essere creata una musica di protesta e disagio così estrema senza l’utilizzo della voce. Loro ci riescono sempre.

The Heroine – Wolf Mama. Noi li abbiamo adottati e stiamo facendo del nostro meglio per averli qui a suonare. Loro sono grezzi Texani super Rural con un suono che ricorda i Clutch. Prestissimo una loro intervista in esclusiva.

Spelljammer – Inches from the sun. Una vera e propria sassata. Come se gli Helmet suonassero Stoner. Fantastici ed imperdibili. 

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