La malinconia di fine estate è una scusa per accarezzarsi l'anima con suoni lontani, setosi e graffianti per restare, ancora un attimo, al calore dei raggi dell'ultimo sole.

Warm Soda – I don’t wanna grow up. In questo caso basterebbe il titolo. Leggerezza ed allegria con una leggera vena malinconica a sottolineare il tempo che passa nonostante tutto.

Beth Ditto – Fake Sugar. Gran voce belle canzoni ed una presenza che ricorda la migliore (??!!) Moira Orfei.

Jade Jackson – Gilded. Musica Americana ai massimi livelli. Meravigliosa lei come le sue canzoni ricorda molto una Lucinda Williams meno sofferente.

The Telescopes – As Light Return. Uno dei rarissimi casi in cui i tanti anni di musica, album e tour non influiscono sulla qualità del suono e delle produzioni. Anzi la psichedelia distorta e rumorosa di questo nuovo ennesimo album è assolutamente in sintonia con il momento presente.

Kimi Karki – Eye for an eye. Dalla Finlandia un album di progressive malinconico che sembra inciso da un uomo che si è perso in una foresta e non ha alcuna speranza di uscirne anche se in fondo non gli dispiace.

Yasmine Hamdam – Al Jamilat. Fascino medio orientale per questa collezione di canzoni che starebbero bene in qualsiasi caffè alla moda di quelli frequentati dai radical chick di tutto il mondo.

Las Rosas – Everyone gets exactly what they want. A parte il titolo profetico e più reale di quanto si tenda a credere la musica è perfetta per una spiaggia illuminata dall’ultimo sole di settembre quando l’estate inizia a cedere evidentemente il passo all’autunno.

Equal Idiots – Eagle Castle BBQ. Se vi sono piaciuti i Warm Soda all’inizio qui si continua sulla stessa onda ma i Equal Idiots danno l’impressione di essere chiaramente più giovani e quindi più sguaiati e non ancora presi dalla vena malinconica.

Banditos – Visionland. Una delle tante band “comunità” che sembra arrivare dalla provincia americana e tra una birra ed un hamburger tira fuori dal cappello da cowboy grandi canzoni.

Mogwai – Every Country’s sun. Scozzesi inossidabili tra gli iniziatori di ciò che poi è stato chiamato postrock fautori di una musica che ogni tanto smette di essere canzone e diventa musica classica contemporanea per poi ritornare ad essere musica pop.

The National – Sleep Well Beast. Matt Berninger (il cantante) ha una voce che renderebbe bellissima anche la recitazione delle istruzioni della lavatrice. Con questa premessa aggiungo che fortunatamente con i National questa potenzialità viene sfruttata per propinare grandi canzoni malinconiche e autunnali.

Cacy & Clayton – The Siren’s song. Folk retrò, la musica perfetta per una foto di 40anni fa che però almeno a me piace sempre tanto.

Kayleth – The Second Coming of Heavy, Chapter VI. Credo che l’Italia abbia in questo momento un Tesoro che come tanti altri rischia di essere dissipato e dimenticato. Il tesoro sono alcuni gruppi, cito a memoria i primi che mi vengono Humulus e Black Rainbow, che potremmo definire Stoner che sono a livelli altissimi. A questi gruppi vanno aggiunti i Kayleth. Spero che qualcuno se ne accorga e che riescano ad avere il successo che meriterebbero.

Cyanna Mercury – Archetypes. Dalla grecia, sempre un po' stoner ma con un po' di musica popolare greca, sfumature prog ed una voce dolce e melodica.

Fuoco Fatuo – Backwater. Terminiamo con la tenebra, la disperazione e l’apocalisse. Quattro pezzi sulfurei e allucinati. Solo per amanti del buio più nero.

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