Ascolta il Music Corner di Giugno su Spotify!

Suoni melanconici, sospesi nel tempo, inframezzati da esplosioni prog, potenti come il vento dell'est. In una terra lontana, onde di seta si infrangono su scogliere di zucchero, involontarie nella loro eternità.

Colter Wall – Colter Wall. Iniziamo con il meglio. Non ci sono parole, giovanissimo bello e affasciante. Un Jeams Dean che si ritrova una voce alla Johnny Cash maturo. Canzoni bellissime. Unica scusa per non adorarlo è che può non piacere il genere ma a discapito di ciò che ne pensate diventerà un classico.

Medusa1975 – Rising from Ashes. Oscura psichedelia prog. Una tela sonora che rappresenta streghe hippies che danzano nude in una foresta dimenticata dal tempo.

Aldous Harding – Party. Fanciulla neozelandese che non fa musica da party ma un folk intimo e malinconico. Brava lei, belle le canzoni sempre in sospeso tra musica e silenzio. Da tenere per le serate in cui cullarsi nella malinconia.

Slowdive – Slowdive. Qui siamo di fronte ad un mito della musica alternativa. Gli Slowdive sono stati autori di album indimenticabili, hanno creato generi. Quindi se non li conoscete il loro ultimo album è un’ottima scusa per rimediare. Detto ciò sono sempre loro ma quest’ultima non è una delle loro cose migliori.

The Proper Ornaments – Foxhole. Metti sul il disco e ti senti subito su una spiaggia Californiana all’ora del tramonto. Anche se poi su una spiaggia Californiana non ci sono mai stato. Musica solare dai colori pastello.

Curse The Son – Isolator. Invece qui è come infilarsi in un buco fangoso dal quale per uscire si annaspa rompendosi le unghie.

Forming The Void – Relic. Volo interstellare fuori nello spazio e dentro la psyche con una navicella di un certo peso e struttura.

Monkey 3 – Astra Symmetry. Musica rituale meditativa tra lo stoner e l’etnico. Gran gruppo.

Samsara Blues Experiment – One with the Universe. Ci mancavano. Sono almeno 3 anni che cerchiamo di farli venire al Bliss Beat Festival ma per diversi motivi la cosa salta all’ultimo. Quest’ultimo album è più meditativo e meno stoner che poi io li preferissi più grezzi non toglie nulla al loro valore.

Tim Grimm and the Family Band – A stranger in this time. Me li immagino fuori dalla loro fattoria, Tim moglie e figli passare le serate suonando e cantando insieme, componendo in modo spontaneo delle belle canzoni roots americana.

Bob Wayne – Bad hombre. Lo avremo qui da noi in concerto questa estate e non vediamo l’ora. Country punk irriverente e sfacciato. Viva Bob!

Juliana Hatfield – Pussycat. Raramente un artista riesce per vent’anni a riproporre la stessa musica, per di più super basic e scarna, potremmo definirlo folk pop sghembo, e farlo con tutta questa qualità. Juliana continua a scrivere belle canzoni!

Yorkston, Thorne, Khan – Neuk Wight Delhi All Star. Il terzetto continua a produrre un misto tra il folk Albionico e la musica etnica Indiana. Dei Raga fuori dal tempo e dalla spazio.

Solstafir – Berdryminn. Freddo, desolazione, solitudine e forza. Se l’estate e la luce vi infastidiscono questo è un angolo accogliente in cui rifugiarsi.

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