Ascolta il Music Corner di Maggio su Spotify!

Un saloon nel lontano selvaggio west, labbra sbavate di rosso si perdono nel fuoco del deserto del Mojave, al confine tra realtà e sogno. Un attimo di estasi. E l'alba è già arrivata.

The Molochs – America’s Velvet Glory. Un tuffo negli anni 60 atterrando su una spiaggia Californiana. Leggerezza, sole, surf ed un po' di psichedelismo acido.

Mount Eeire – A Crow Looked at me. Mount Eeire fino ad ora è stato per lo più suoni dilatati. Questo album invece è la storia interiore di una perdita e dei ricordi legati alla quotidianità che la rendono dolorosa ed inaccettabile. Non da usare nei momenti di festa ma disco notevole.

Rayna Gellert – Workin’s Too Hard. Poche parole per un grande disco. Canzoni semplici, tutte bellissime di roots americana interpretate alla grande.

Sinkane – Life & Livin’it. Qui dentro c’è del funky, della musica etnica ritmi reggae e tanto altro. Tutto roba che di solito evito ma che in questo caso mi si è appiccicata addosso.

Humulus – Reverently Heading into Nowhere. Un grande disco stoner rock per un gruppo italiano che avremo l’onore di ospitare il 19 Agosto. Chitarroni, tecnica gran voce, tutto perfetto.

Dead Soldiers – The Great Emptiness. Li abbiamo visti dal vivo ad Austin un mese fa circa. Bravissimi dal vivo e dopo il loro concerto ho fatto due chiacchiere con il cantante che mi ha confessato che per questo disco hanno fatto colletta investendo tutti i loro risparmi. Loro ci hanno messo tutto. Il risultato è un disco caldo con tanto cuore e belle canzoni folk roots e gospel. Dategli una possibilità, non ve ne pentirete.

The Heroine – Playing for Keeps. Anche loro visti dal vivo al SXSW Festival. Dal vivo sono un ciclone di blues sparato ai mille allora con un cantante che sembra avere uno sciame d’api nei jeans attillatissimi. Stiamo facendo del nostro meglio per farli venire in Europa nel 2018 ma intanto sentitevi il loro disco.

The Obsessed – Sacred. Qui c’è la storia ed il presente del Doom Metal. Quel filo ininterrotto che parte dai Black Sabbath e passando attraverso diverse creature (vale tra queste la pena di ricordare i Saint Vitus) arriva fino a questo Sacred.

Backwood Spirit – Backwood Spirit. A loro piacciono certamente tanto i Black Crowes ma insomma non stiamo parlando di poca roba. Per amatori del genere.

The Black Angels – Death Song. Qui siamo di fronte ad uno dei più grandi gruppi di psychedelia. Nel loro caso si tende più verso l’oscurità e l’ombra piuttosto che la luce ma nulla di opprimente.

The Kernal – Light Country. Il titolo dice già tutto o quasi. Lo metti su ti apri una birra gelata e guardi l’orizzonte.

Heath Green & The Makeshifter – S/T. In questo caso invece sempre in un contest da highway Americana ma è più un ottimo disco da viaggio da mettere su la lasciare che la strada ti porti.

King Woman – Created in the image of suffering. Musica sulfurea, un canto che è quasi un lamento, un rito esoterico musicato.

Coco Hames – Coco Hames. Lo metti su, le tenebre svaniscono un senso di leggerezza positiva si impadronisce di te e ti trovi a ciondolare sorridente.

Kikagaku Mojo – Stone Garden. Un gruppo di hippies giapponesi che ha suonato da noi lo scorso anno. Semplicemente grandissimi creatori di viaggi lisergici.

The Routes – In This Perfect Hell. Garage rock sporco e graffiante.

The Paparhead – Chew. Musica pop psichedelica leggera adatta alle serate in stagione calda.

The Devil and The Almighty Blues – II. Il nome del gruppo è una dichiarazione di intenti. Schitarrate Blues possenti che creano un paesaggio dove c’è tutto ciò che ci deve essere senza nulla di superfluo.

Ulver – The Assassination of Julio Caesar. Sulla loro musica ci sarebbe da scrivere un libro che finirebbe però come tutti I libri che parlano di musica di risultare pedante e palloso. Loro 20 anni fa facevano Black Metal di straordinaria qualità. Da allora hanno fatto tanti dischi di generi diversissimi tra loro ma tutti in qualche modo riconoscibili e dove la qualità è rimasta eccelsa. Questo è il loro disco pop dove ci sono Depeche Mode e Cure ma che è e rimane un disco degli Ulver.

Curse of Lono – Severed. Buona parte dei pezzi possono essere considerati Alt-Country e Americana anche se nel suono utilizzato hanno qualcosa che esce dal “genere”. Sanno scrivere belle canzoni ed il loro album è un bel viaggio.

Ha Ha Tonka – Heart-Shaped Mountain. Un ascolto che trasmette il senso della freschezza e della leggerezza accompagnato tutto da un “sentire” che non diventa mai melassa.

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