Slow Season – Westing. I Slow Season vivono negli anni 70. La loro musica, come si vestono, l’attitudine tutto sembra appartenere ad un’altra epoca. Una versione moderna dei Led Zeppelin che mi piace come i Led non sono mai riusciti a piacermi. 

Horse Latitudes – Primal Gnosis. Finlandesi come i Dark Buddha Rising, amici dei Dark Buddha Rising con una attitudine simile verso la musica ed il suono. Qui dentro ci trovate, oscurità, violenza e brutalità con una attitudine meditativa. Loro sono estremi a voi la scelta se provare a cavalcare un’onda così oscura.

Landing – Third Sight. Una pillola psichedelica che vi porta in un mondo magico fatto di colori tenui e di soffici tocchi. Un viaggio nel paese delle meraviglie. 

Willie Sugarcapps – Paradise Right here. Nuovo album di Grayson Capps con la sua band. Grayson Capps è un musicista e cantastorie fantastico. A lui dobbiamo una delle serate più magiche del 2015 qui alla Bellaria con un concerto che rimarrà a lungo nei nostri ricordi. Paradise Right Here è il solito grandioso mix di musica roots Americana con influenze blues a Country. 

Joe Ely - Panhandle Rambler. Un altro album perfetto di un grande vecchio. Nessuna sorpresa, le solite strade polverose d’America descritta con la solita maestria e arte. 

Broncho - Double Vanity. Arrivano dall’Oklahoma, hanno una indolenza che ti fa sentire immediatamente a tuo agio. Ti metti sotto il porticato, birra ghiacciata in mano li ascolti e stai da Dio. 

Raime –Tooth. Disco di elettronica buia meraviglioso. Era dall’ultimo dei Boards of Canada che non ascoltavo nulla di simile. Un viaggio in un abisso fatto di suoni campionati, ritmi ossessivi, morbidi fruscii, sintetizzatori. Morbido ed ansiotico nello stesso tempo. 

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