Nadia Reid - Listen to formation, look for the signs: Perle folk, languide e notturne. Per lo più acustiche rinforzate qua e la da pennellate spleen elettriche. Per nottate morbide e dolcemente malinconiche.

Jesu/Sun Kil Moon – Jesu/Sun Kil Moon: Qui abbiamo a che fare con due elementi notevoli. C’è Justin Broadrick alias Jesu frontman dei Godflesh e il mitico Mark Kozelek alias Sun Kil Moon ex Red House Painters. In sostanza Jesu crea un tappet musicale su cui Kozelek canta a suo modo. Come è il suo modo ? Semplice… la sensazione è quella di un uomo con uno scazzo incredibile che si sbrodola addosso parole ma che nascosta da qualche parte ha così tanta “roba” che il risultato è nuovamente una magia di fronte alla quale non rimane che prostrarsi.

Tombstones – Vargariis: Nome e titolo non necessiterebbero di altri commenti: musica rallentata, pesantissima, oscura. Come un eco lontano di un Sabba notturno. L'urlo di un bosco primordiale in una landa nordica dimenticata e fuori da ogni tempo popolata da creature spettrali.

The magnetic north – Prospect of Skelmersdale: Un incrocio delicato tra la musica folk e la musica sinfonica, delle algide filastrocche meditative che disegnano paesaggi e raffigurano volti segnati da emozioni nascoste e raccontano storie che iniziano e finiscono nel nulla.

Rokia Traorè – Né so: Rokia Traorè tira fuori un altro disco di canzoni splendide in cui c’è tanta africa ma ci sono pezzetti, suoni ed anche odori di tutto il mondo. Ogni tassello è in sintonia con il tutto, una musicista dalla classe immensa che sembra avere un cuore che riflette tutti i colori dell’arcobaleno.

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