Sonic Dawn – Perception. Pillole musicali multicolore, trip lisergici vintage, un risveglio alla luce di un'alba sonica dove il sogno hippie è vivo dove il tempo si è fermato. Flower power totale! Saranno presenti al Bliss 2016, da non perdere.

Damien Jurado – Visions of us on the land. Tutto l'album è notevole. Uso spesso in questo periodo l'ultimo pezzo dell'album, "Kola" durante le lezioni che tengo. Lo uso quando non sono costretto a parlare. Il pezzo in questione esprime tutto in meno di tre minuti scarni di sola chitarra e voce. Sono convinto che se "sentiti" quei pochi istanti dicono tutto ciò che c'è da dire sull'esistenza.

Aziza Brahim – Abbar El Hamada. Tante lingue, tanti colori, diversi umori in questo album di musica nord africana. Dopo qualche minuto di ascolto ti ritrovi in un dedalo di vicoli di qualche Sukh impestato di vita.

Inverloch – Distance Collapsed. Doom totale, nichilistico e distruttivo.

Jack Garratt – Phase. Inizio ad ascoltare e dopo pochi momenti mi dico. Sarà il primo ed ultimo ascolto, anzi non arriverò neppure alla fine. Non che fosse male ma la base per i miei gusti troppo sintetica e "giovanile". Poi però arrivano le sorprese. Tra i vari synth spuntano, come fiori dopo una pioggia primaverile, momenti e pezzi di grande soul. Un misto tra "vecchio" e "nuovo" confezionato da un grande musicista giovane con gusti vintage.

PJ Harvey – The hope six demolition project. Talmente brava, talmente piena e "tanta" che credo possa fare qualunque cosa e sarebbe un'espressione di magnificenza. Non è il suo album migliore ma è lei.

Hexvessel – When we are death. Ghirigori prog inquietanti, favolistici, cosmici e sorprendenti. Probabilmente se nati in California avrebbero tirato fuori una psichedelia solare ma sono Finlandesi e questo fa la differenza.

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