Un viaggio pigro, liquidamente morbido, amniotico. Nuvole basse accarezzano la terra, lingue di fuoco danzano in cerchio.

Titus Andronicus – A productive cough. Amo profondamente questo album e quando si ama qualcosa si perde di lucidità. Quindi respiro e cerco di essere lucido. Li ho scoperti da poco e l’ho fatto grazie al singolo di questo album. Onestamente quest’ultimo non è il loro album migliore ma rimangono grandi. Ogni canzone è un inno da pub con la lucidità alcolica di chi ha un'idea precisa sulle priorità della vita. Certo, se poi progettate una serata romantica a luci soffuse è quasi peggio dei Carnivore di Jack Daniels & Pizza.

Moby – Everything was beautiful and nothing hurt. Tutta la sua carriera è un susseguirsi di alti e bassi che si riflette perfettamente in quest’ultima raccolta. Quando imbrocca il picco però è sempre di gran classe.

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Ben Seretan è un artista che ci è sempre piaciuto, tanto da averlo invitato a suonare da noi qualche estate fa. Il suo modo di fare musica è cambiato nel tempo, i suoni psichedelici e il graffio della voce che contraddistinguevano lavori come Bowl of Plums, nell’ultimo EP Plate of Pits, si sono trasformati in qualcosa di più intimo, oscuro, la voce ora più soffice, la chitarra più morbida. Gli abbiamo fatto qualche domanda, sulla musica, la felicità e la vita.

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Buffalo Tom non ha bisogno di troppe presentazioni. Attivi dalla fine degli anni '80 e parte integrante di quella scia di rock alternativo seguita anche da Husker Du e Dinosaur Jr, tornano dopo 7 anni di relativo silenzio, con un nuovo album “Quiet and Peace” e noi abbiamo fatto qualche domanda a Bill Janovitz.

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